martedì 25 gennaio 2011

Dal finestrino

G
uardo dal finestrino. E penso. Il treno delle 17.20 sta lasciando la stazione per portarmi a casa. E’ un anonimo Martedì di mezzo inverno, un giorno apparentemente privo di senso, quelli di cui potresti fare a meno e guadagnare ventiquattrore di gioventù. Ed invece il tempo scorre e vorresti a tutti i costi dare ad esso un senso, non importa quale, purchè tu possa essere soddisfatto e orgoglioso di te stesso. Ed ecco che, proprio volgendo lo sguardo al finestrino, noto qualcosa di nuovo. Finalmente le case. Non vedo più riflessa sul vetro la mia immagine, non più il buio la fuori a rendere insopportabile il neon di questo corridoio sporco e malsano. Mi godo una buona mezzora di paesaggio finchè comincio nuovamente a rivedere la mia faccia stanca riflessa sul finestrino. E’ buio, ma cosa posso pretendere? Le giornate stanno piano piano riappropriandosi di luce come è naturale che sia. Ed è questo il senso di questo Martedì di mezzo inverno. Ci sono giorni in cui sembra che nulla abbia ragione d’essere, giorni che pensi potrebbero anche non esistere. Ritorno con la mente ad un passato non troppo lontano e riconto le giornate trascorse a cercare di capire cosa potesse significare attendere qualcosa. Troppo facile forse, ora, con il senno di poi dire che quell’attesa, un senso l’aveva. Eppure da quando ho cominciato a concentrare ogni mio sforzo mentale e fisico su ciò che è tremendamente attuale, ne traggo beneficio. Guardo dal finestrino. Più mi avvicino a casa più riscopro il senso di questo mio viaggiare. Sarebbe più giusto regalare sonno alla notte, qualche ora di luce ad una passeggiata. Lo so. Non ci penso, non ci posso pensare. E davanti a chi si meraviglia e non si capacita del fatto di autofustigarsi in questo modo per una ( pur nobile ) causa, io rispondo con un sorriso. Magari stanco, magari pensieroso, quasi triste. Ma pieno di voglia di guardare oltre a quel momento di inevitabile abbattimento, di accettazione della cruda realtà. La vita è oltre quel finestrino, è ben al di là di un maledetto treno sporco, e perennemente in ritardo. Lo so. Tutto perde senso se, anche solo per un attimo mi lascio andare. Dove trovo tutta la forza di cui ho bisogno? Oltre quel finestrino; quelle case che di giorno in giorno riuscirò sempre più a scorgere fino a quando arriverò a destinazione Qui troverò la mia forza. Un anonimo Martedì di mezzo inverno porta con sé pensieri positivi, alla faccia di questo freddo, di questo treno, di queste facce stanche che fissano punti invisibili. “Siamo in arrivo a Alessandria”. Odio questa fredda voce computerizzata che non conosce nemmeno la grammatica”. In questo Martedì di mezzo inverno, ci sta.


8 commenti:

  1. Ogni giorno riuscirai in media a guadagnare un minuto di paesaggio prima del buio. Vedrai tra qualche tempo come tutto cambierà luce, così stare in treno è molto più piacevole.

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  2. Enzo sarà anche un treno anonimo, ma sai che fortuna esserci riuscito a salire sopra!
    Tra meno di due mesi sarà primavera,forza e coraggio, che quando le ore di luce saranno ok, ci scappa anche qualche pedalata!

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  3. Mi piace tantissimo quello che hai scritto :) Il treno stimola certe riflessioni, secondo me.. è il mezzo di trasporto che preferisco.

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  4. Concordo con Sara e Chiara :-D

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  5. Ragazzi e ragazze grazie come sempre per i vostri commenti! Il treno è una grande contraddizione: come mezzo di trasporto in sè, da dimenticare ma è un incredibile fonte d'ispirazione! :)

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  6. Ciao enzo :)
    Per quanto riguarda vivere nell'attesa di qualcosa io posso farti da testimone :) Tutto il mio essere si sente spinto verso un futuro diverso dal mio presente, ma semplicemente perchè non posso essere adesso autonoma. Diventerò grande un giorno anch'io :P

    Certo che fai dei bei viaggi, chissà a che ore torni a casa. A me non è mai piaciuto molto tornarre a casa di tardo pomeriggio, sopratutto d'inverno, quando c'è freddo e buio.

    Vorrei tanto anch'io imparare a vivere su ciò che è "tremendamente attuale", non sai quanto ti invidio. Vivere per sempre in attesa di qualcosa non fa bene, nè al corpo che allo spirito.

    Ti chiedi dove trovi la forza per tirare avanti con strabiliante convinzione: chissà, sarai un alieno!
    Noo, scherzo!
    La forza la trovi dal desiderio di vivere una vita completa, senza altri fini nè preoccupazioni. La trovi dai tramonti che ti accopagneranno a casa prossimamente, la trovi dalla soddisfazione di fare qualcosa che piace.
    Acc.. quanto ti invidio!
    Buona notte!! Hug!

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  7. Ho letto questo tuo racconto tutto d'un fiato, e mi è piaciuto molto: pare di esserci, di vivere con te le cose che vedi e pensi. Verrò a trovarti spesso

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  8. Grazie ancora Viola, sei sempre la benvenuta. Buona giornata..

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