ggi mi sento interiormente devastato, tanto da montare il desiderio di ritornare al lavoro. Potrebbe sembrare la solita reazione istintiva che si manifesta al raggiungimento del picco di non-vita. Ma mi ero avvisato da solo e mi ero raccomandato che, non avrei fatto piagnistei. Parlo in riferimento alle due settimane consecutive di ferie che ho spinto per avere, ben sapendo che probabilmente non mi sarebbero servite affatto. Ritorno a pensare in maniera sempre più convinta di non aver bisogno di ciò che non ho, bensì di mantenere stabile, statica ed immobile la mia situazione. Oggi mi monta il magone allo stomaco. Ci si è messa pure la palestra, con i suoi orari strambi, con i venti di chiusura definitiva. Fa caldo, molto caldo e ho rinunciato ad andare in piscina: stare molto tempo al sole, stanca, sfianca, mi rende pure nervoso. E io dunque a chiedermi chi me lo fa fare, perché lo faccio, a quale scopo. Mi manca la sostanza di amicizie concrete, mi mancano sguardi, pacche, risate vere che non si limitino ad un “ahahah” oppure ad un’emoticon. La solita litania, ripetitiva, melensa, ma che ci volete fare, ho più tempo per stare sul blog e se vado a riempirlo tutti i giorni, questi sono sempre i contenuti. Dunque vorrei così tanto tornare al lavoro? Ma no che non voglio, ma sarebbe l’unico modo utile per non pensare a nulla. Delle due l’una: se lavoro mi cruccio di quanto sono deficiente, responsabile, impegnato, e ci sto male. Se sto a casa, faccio un tuffo nel vuoto esistenziale che mi porto dietro e, inevitabilmente crollo. Ricordo dunque, perché spesso i ricordi aiutano a calarti meglio nella parte del presente. Ricordo la grinta, la costanza, la voglia di riempire i giorni che caratterizzava questo stesso periodo dell’anno nel 2011. Cosa mi spingeva a farlo? Cosa mi aveva tanto stimolato da mettermi in prima linea spingendo in basso il mattone esistenziale? Io lo ricordo bene. E quell’evento fu di tanta e tale portata da rendere assolutamente veritiero il detto “di necessità, virtu’”. Ma io sono scontante, troppo umorale e faccio presto a dimenticare. Non riesco a mantenere salda la presa su tutto ciò che può dare insegnamento, che può valere da monito. Siano esse situazioni, parole, persone. Sarebbe il caso di congelare questo ben di Dio che di tanto in tanto arriva. Le mie riflessioni hanno sempre valore “rebus sic stantibus”, vivere alla giornata non evidenzia miglioramenti o peggioramenti ma semplicemente le piccole, insignificanti reazioni dell’animo. Il mio blog è questo. Perdonatemi.
venerdì 27 luglio 2012
lunedì 23 aprile 2012
Il grande calderone
| Tweet |
|
|
giovedì 19 aprile 2012
I soliti idioti
| Tweet |
|
|
lunedì 2 aprile 2012
Come deve andare
| Tweet |
|
|
sabato 17 marzo 2012
Un concentrato di problemi
| Tweet |
|
|
venerdì 24 febbraio 2012
Un uomo normale
Mi sono concesso una salutare passeggiata pomeridiana, baciato dal primo vero sole e da quindici gradi sopra lo zero. Tutto ciò che, fino ad un paio di settimane fa, rappresentava il sogno del primo mattino. E mentre passeggiavo, (giubbotto già presuntuosamente aperto e cappello appeso al chiodo) mi sono lasciato andare a quei pensieri che leggiadramente volavano verso la primavera, gli spazi aperti, la voglia di vivere. Tutto assolutamente fisiologico e naturale. Cosa mi succede? Nulla. Sto vivendo una vita assolutamente normale. E’ assolutamente normale che in questi giorni assolati lo spirito si alleggerisca, altrettanto naturale che ci si lasci andare a piccoli sogni sul futuro. Sono tornato ad essere una persona normale ed è questa la prima ed unica ragione per cui non riesco più a scrivere sul blog, a renderlo parte di me, a specchiarmici dentro. Non sono mai stato un alieno, oddio, questo è il problema. C’è voluta una grande faccia tosta a spacciarmi ( seppur mio malgrado ) per il solo ad avere problemi. Occorreva soltanto acquisire un nuovo punto di vista sulle cose per capire di far parte dello stesso mondo degli umani; quelli che io ho sempre denigrato, calunniato, insultato per il solo fatto di essere mediocri, di non avere i miei stessi turbamenti, le mie stesse reazioni. Ed ora? Ora che sono in grado di dominare me stesso e le mie turbe? Attenzione, non le sto sopprimendo, le sto dominando. Dovrei essere dunque felice? No, mi sento normale. A pensarci, altro che denigrare ed offendere, certe persone nella loro apparente superficialità, forse avevano già imparato a vivere. Ora mi sto rendendo conto di come vive un uomo normale: di come affronta i problemi, di come gestisce le emozioni, di come reagisce agli stimoli negativi. Ho tutte le connotazioni dell’uomo normale. C’è una differenza però, e menomale che l’ho trovata. A differenza dell’uomo qualunque, la mia normalità mi fa sentire mediocre. L’uomo normale invece ne è felice, per questo appartiene alla massa. L’alieno che in me, forse, si sta ribellando.
| Tweet |
|
|
lunedì 21 novembre 2011
Domenica sera
| Tweet |
|
|
sabato 19 novembre 2011
Linea morbida
| Tweet |
|
|
domenica 13 novembre 2011
Un bel respiro
| Tweet |
|
|
mercoledì 17 agosto 2011
Tu sei tutto matto
| Tweet |
|
|
martedì 19 luglio 2011
Tortellini, salame e cioccolata
| Tweet |
|
|
giovedì 9 dicembre 2010
Austerità
| Tweet |
|
|

